martedì 9 luglio 2019

Stratford on Avon. E fu subito fish and chips.(3)

Per due, tre giorni, Elvira e io non ci muovemmo dall'Haitor se non accompagnate dalla signora Tag, che ci portò a visitare delle chiese caratteristiche e il cottage di Anne Hathaway, moglie del drammaturgo. Una casa tra le tante. In Paese infatti di abitazioni riferite agli Shakespeare ce ne erano parecchie, rigorosamente in stile tudor e tutte visitabili a pagamento. Qui dove era nato, qui dove era cresciuto, qui dove aveva poi vissuto con la moglie. Insomma case a gogò. Un bel modo di fare turismo e cassa. Qualche pomeriggio dopo, iniziò l'esplorazione personale del bellissimo paesino. Scendemmo a piedi e ci infilammo in una strada importante, dalla parte opposta del fiume, la Ely Street.. Qui trovammo subito un fish and chips. E fu subito amore per quel cartoccio unto. Ma la scoperta più bella la facemmo due case dopo, quando ci trovammo di fronte a un ristorante italiano con annessa latteria. Fu la svolta alla nostra solitudine in terra straniera. Facemmo subito amicizia con Bruna, una ragazza padovana. Lei lavorava lì e nel ristorante. I proprietari erano di Parma e il locale era molto raffinato. Se tornate stasera, conoscerete pure gli altri, ci disse. E così facemmo. Tornammo quasi di corsa all'Hotel, per aiutare in cucina a preparare la cena e poi sempre di corsa in latteria. Quel posto diventò un  approdo. Conoscemmo tanti altri ragazzi italiani e francesi e un professore di Roma, di cui ricordo ancora il nome, "suonato" per l'occulto. Portava sempre con sè il pendolino. Una sera ci convinse ad andare tutti al cimitero attiguo alla Chiesa, un pò fuori città. Guidando una processione incuriosita e irriverente, ci portò davanti a una tomba molto antica. Non ricordo bene chi fosse e cosa sarebbe dovuto accadere, ma so che non successe nulla. " Non vi siete concentrati abbastanza" ci ammonì. Quindi con aria ancora più scanzonata tornammo indietro. Meglio un caffè e una chiacchiera che le tombe antiche di perfetti sconosciuti.
Un pomeriggio mentre risalivamo verso l'Haitor, la strada era in salita e abbastanza lunga, fummo aggredite alle spalle. Lanciammo un urlo. Era mio zio Nic, il missionario, che tornando da un viaggio in Bangladesh si era fermato in Inghilterra per incontrare degli amici e vedere anche come stavamo noi. Ci chiamava da  parecchio, ma noi non lo avevamo sentito e allora aveva deciso di fare una corsa e la sorpresa....da crepacuore. ( continua)

giovedì 4 luglio 2019

Stratford on Avon. Le giornate a Haytor Hotel hanno inizio. (2)


La vita nell'Haytor hotel cominciava a prendere ritmo. La mia camera era in un delizioso abbaino, ma per poter dormire insieme optammo per la stanza del seminterrato, dove la mattina presto, oltre alla voce abbastanza sgradevole di Mrs Tag che da sopra le scale ci faceva da sveglia, vi scendeva anche il profumo della...colazione inglese che la cuoca stava preparando in cucina e che noi poi componevamo nel piatto da servire agli ospiti..uova fritte, bacon, pomodoro arrostito, pane tostato e tanto, tanto caffè.
Adoravo sbirciare la sala da pranzo, con quei bow windows che davano sul curatissimo parco pieno di verde, illuminato da una miriade di rose antiche. I tavoli senza tovaglia erano apparecchiati con gusto e piccole abat jour di gusto tipicamente inglese, sempre accese servivano, piu' che a far luce, a creare un'atmosfera molto intima. Una stanza magica, dove si camminava con passo felpato e si parlava tutti sottovoce. A controllare che ogni cosa andasse per il meglio in quel piccolo regno era il maggiordomo, di cui non ricordo il nome...ahhh scriversi un diario no eh?
Come eravamo arrivate la'? Io mi ero appena iscritta all'Universita' e mio zio Nic, missionario saveriano, "ministro" degli esteri della sua congregazione era sempre in giro per il mondo. Parlava molto bene almeno 5 lingue. E aveva amici ovunque. Tra loro sister Mary Vianney, direttrice del Training College Notre Dame di Oxford, molto amica dei coniugi Tag... (continua)


sabato 29 giugno 2019

Vacanze studio-lavoro a Stratford on Avon. Prima puntata


Era la Festa di San Luigi, quando parecchi anni fa, con la mia amica Elvira,  partimmo per l'avventura d"oltremanica, con direzione Stratford on Avon, la famosa patria di Shakespeare. Erano le nostre vacanze studio-lavoro. Poiche' ci saremmo dovute fermare tre mesi, le nostre valigie erano strapiene di roba invernale. Per cui pensando di alleggerirle un po' partimmo da qui indossando abiti invernali, calze comprese. E vestite così girammo per Roma per un bel po' per sbrigare delle formalità in quelle Associazioni per studenti che andavano all'estero. L'appuntamento con famiglie e bagagli era in aeroporto. Per non soffrire di mal d"aria, a scopo precauzionale, ci impasticcammo, perché non si sa mai.... A Luton, ci aspettava Mister Tag, che insieme alla moglie gestiva l'Haytor hotel, straordinario albergo appena fuori Stratford on Avon.
Per riconoscerci, noi avremmo dovuto indossare dei bandeaux bianchi e lui una rosa. Ma non ci incontrammo. E quindi stanche e infreddolite, nonostante i taielleurini invernali...e per fortuna, prendemmo treno e taxi e bussammo che era quasi mezzanotte alla porta di un magnifico posto, di cui ne potemmo ammirare la cura e lo splendore solo la mattina dopo. Una perfetta magione inglese con parco meraviglioso e tanti cottage. Il tempo di riaverci dallo stupore che ci misero subito a pelare patate, lucidare argenti e ad apparecchiare l'intimo dining room a colazione e cena. Il momento più bello però arrivava all'imbrunire. Bisognava andare nelle stanze a preparare i letti per gli ospiti, scostare le lenzuola dal cuscino, girarle verso il centro e su questa piega appoggiarci gli indumenti per la notte. Una festa per gli occhi quelle stanze, una diversa dalle altre e arredate con un gusto fuori dal comune.....( continua)



giovedì 15 giugno 2017

Anche se faccio il Cincinnato.....

A un certo punto puoi decidere della tua vita. Libera dal lavoro e dai suoi ritmi, ti dedichi a cose che prima per mancanza di tempo non potevi fare. Segui dei corsi, frequenti la scuola di bridge e i tornei serali, viaggi e....canti ( in un coro).

Ma soprattutto scegli di fare il Cincinnato. Che significa questo? Significa soprattutto che sei disinteressato e onesto, e che preferisci alle beghe umane, le zolle del tuo orto.

Ma intanto intorno a te il putiferio continua. Perchè tu non smetti comunque di fare il tuo mestiere.....non dicono tutti che il giornalista non va mai in pensione? Ma gli altri, quelli che io chiamo....falliti e rosiconi,  per forza di cose vogliono leggerci interesse e coinvolgimenti.

E ti attaccano.

Ma ecco le piccole soddisfazioni che al pari di Cincinnato ti ripagano di tutte le amarezze

Mi piace tornare ogni tanto al mio blog. E sapete perchè scrivo in terza persona? Perchè é più terapeutico! 😊





 





A presto
 Mariassunta




mercoledì 22 marzo 2017

Ode all'amore. 40 anni e...non dimostrarli






Ode all'amore. Ho scritto questo bellissimo pezzo, non l'ho detto io, ma quelli che lo hanno letto, il giorno del mio anniversario di matrimonio. Ho scritto di nascosto, e poi pubblicato su questo quotidiano nazionale on line, per non farmi vedere da mio marito. Volevo fargli una sorpresa. E così è stato. Pensavo si adirasse. Invece gli è piaciuto, perchè il mio stile sobrio e leggero non stona e non stride. Ho raccontato di noi, ma come mi hanno scritto in tanti, anche di voi. Di molti di voi che  ogni giorno sfidano e mantengono vivo il rapporto di coppia. Di ogni coppia, appena formata o di vecchia data. Insomma leggetelo e ...poi ditemi di voi.


 "Era un sabato lavorativo quando ci siamo sposati. Uno dei pochi “San Giuseppe” in cui si è lavorato. Poi, qualche anno dopo, è tornato ad essere festività. Le mie amiche insegnanti precarie non hanno potuto partecipare alla cerimonia, se non di sfuggita. Erano desiderose di vedermi perché rappresentavo un po’ l’anomalia. Sono stata senza saperlo un’antesignana dei wedding planner.... continua a leggere su.....

http://www.glistatigenerali.com/famiglia_relazioni/40-anni-e-non-dimostrarli/


Mariassunta

lunedì 11 aprile 2016

Evoluzioni!

Uff....vado molto di corsa. Dove eravamo rimasti? Ah sì...che ero in pensione. Penso di non dire una novità, se dico che lavoro più di prima vero? Certo adesso occupo il mio tempo. E lo faccio con grande piacere...tra scuola di bridge ( c'è da studiare tantissimo)  e primi tornei, orto, casa ( ci sono cose, come la pittura del soggiorno e la riga sulle scale che avevo rinviato- mi piace tantissimo com'è venuto), e poi ginnastica...chi se lo poteva permettere prima?   Ma ora c'è in ballo un'altra cosa e un altro impegno, molto più gravoso e anche se piacevole...stancante. La candidatura al Comune di Latina, che il mio amico, candidato a sindaco della città, Enrico Forte, vuole a tutti i costi. Poichè lo stimo molto, lo conosco da sempre praticamente e siamo amici di famiglia, ho accettato di stare in questo bailamme. Ci devi stare, mi ha detto, con la tua faccia e la tua storia. Evvabbè. E allora eccomi.





Eccomi anche a scrivere cose nuove.............Leggete e ditemi se vi piace-

"Aspettavo l’investitura ufficiale per dire che si…sono in corsa. Ci ho pensato tanto, ma alla fine dopo aver  accettato la dura sfida, la mia candidatura alle comunali di Latina è entrata da ieri
nel vivo.
Molti amici mi hanno detto che questa era la conseguenza naturale della mia crescita e formazione personale. Loro già sapevano che sarebbe finita così. Prima di me.
Che io sia una guerriera non c’è dubbio. Sempre in prima fila a esigere i naturali diritti e sempre in prima fila a reclamarli e pretenderli....
" continua a leggere qui http://www.glistatigenerali.com/enti-locali_p-a/speranza-nel-cambiamento-prima-puntata-diario-di-una-candidata/

lunedì 18 gennaio 2016

A proposito dei fatti di Colonia

Ho pubblicato su GLI STATI GENERALI un pezzo sui fatti di Colonia. Ho voluto ripercorrere, partendo da un famoso processo che si è tenuto qui a Latina, a cui ho partecipato anche io, le  conquiste delle donne. Conquiste a cui non vorremmo rinunciare....per nulla al mondo.






http://www.glistatigenerali.com/costumi-sociali_questioni-di-genere/violenza-alle-donne-indietro-non-si-torna/