mercoledì 4 aprile 2012

Riccardo: i segreti per fare un blog di successo

 Quinta intervista de...l'anima dei blog!

Dai Riccardo...allora sei una celebrità. Dico questo perchè recentemente in un tuo post hai scritto che…in fondo …in fondo tutti  vogliamo sentirci delle celebrità. "Vogliamo che la nostra opinione sia ascoltata, vogliamo fare tendenza, vogliamo convincere le masse. Vogliamo che le persone siano interessate a quello che diciamo. In due parole: vogliamo interviste”. Eccoti allora accontentato Riccardo. Ma ... dai scherzo. La mia intervista era già programmata! Però siccome mi piace quello che hai scritto l'ho voluto riportare per far capire a tutti quanto siano importanti questi appuntamenti de....l'anima dei blog!




Per prima cosa una domanda che potrebbe sembrare banale ma necessaria e perché tutti sappiano chi sei. Io conosco un po’ del tuo background Riccardo, perché amici di blog,…ma forse è meglio che ti presenti da solo. O no?   
Voglio iniziare precisando che non mi sento una celebrità. Sono un blogger, scrivo quello che vedo e quello che sento. Mi concentro sul lavoro (sono un copywriter freelance) ma mi piacerebbe ampliare gli argomenti. Se solo avessi più tempo...

Tu tieni molto all’aspetto tecnico del blog…ma molto anche alla comunicazione. Secondo te quanto incide l’uno in un blog e quanto incide l’altra?
50 e 50. Un blog tecnicamente perfetto senza un buon blogger alle spalle rimane un contenitore vuoto. Un vulcano di idee, senza un blog flessibile e affidabile non può esprimere al massimo il suo potenziale.

Perché secondo te improvvisamente una persona decide di aprire un blog? Perché questo bisogno ormai molto diffuso di comunicare ogni cosa della propria quotidianità? Non basta Facebook o Twitter?
  Aprire un blog vuol dire mettersi in gioco, rischiare tanto ma anche avere uno spazio personale per esprimere la propria opinione. Ecco, questo è il motivo che mi spinge a scrivere quasi ogni giorno sul mio blog: dare il mio punto di vista. E solo uno strumento come il blog ti permette di farlo al massimo. Facebook e Twitter sono fantastici, ma hanno dei limiti evidenti.

 Quando un blog può dire davvero di aver raggiunto un successo? Quando si contano tanti contatti…quando si iscrivono tanti followers o quando ci sono tanti commenti?
  Un blogger schiavo dei numeri perde di vista il suo scopo ultimo. Scriviamo per interagire con gli utenti, per centrare un obiettivo, o semplicemente per raggiungere vette sempre più alte su Google Analytics? Meglio avere 100 commenti inutili o 10 attenti e ragionati? Tutto dipende dal nostro scopo!

 Parlaci dei guest blogger. Il fatto di poter ospitare dei post di altri,  quanto piace a chi legge un blog? 
 I guest post sono una sezione fondamentale di un blog. Si basano su un concetto win-win: io ci guadagno un contenuto di qualità e tu ricevi dei link e ti fai pubblicità. Conviene ad entrambi, ma scrivere per altri blog richiede tempo e impegno. Ai lettori fa piacere leggere una firma diversa, ma bisogna mantenere alto il livello degli articoli per non deluderli!

Secondo te c’è una comunicazione particolare da adottare in un blog…o va bene qualsiasi  tipo di comunicazione?
Dal mio punto di vista la comunicazione in un blog deve essere personale, a tu per tu con il lettore. Via i formalismi e il linguaggio inamidato: bisogna parlare al lettore come ad un amico di vecchia data.

Hai scritto sempre nel tuo blog  delle guide…su come avere successo….su come creare i post…insomma hai dato tante indicazioni ( anche molto tecniche) ai vari blogger. Hai avuto delle risposte a questa tua iniziativa?  
Sicuramente vedere che ci sono blog che ti seguono e che crescono rappresenta una bella soddisfazione. E poi credo che si debba scrivere per tutti, per gli utenti più smaliziati ma anche per i principianti: tutti hanno diritto al web!

 Ci dai una “dritta” su come fare un blog di successo?
 Te ne lascio tre: aggiornarsi, osare e non mollare mai. Per portare avanti un blog non devi mai lasciarti sopraffare dalle delusioni delle statistiche che non salgono, dei commenti che non arrivano e della creatività che non ti suggerisce l'articolo vincente. Ci vuole tempo...

 L’ultima domanda è molto…molto personale e, Riccardo non puoi non farlo. Capri è Capri. E non è che tutti i giorni si incontrano persone che vivono lì. Descrivici, facendola immaginare anche a noi, la tua bellissima isola. Raccontaci dei suoi profumi….dei suoi rumori…che poi sono quelli del mare e delle barche…ma anche dei suoi colori. Se un giovane rimane a vivere dove è nato …sarà sicuramente rimasto stregato dal luogo dove ha scelto di continuare a vivere! 
 Sono andato via da Capri per studiare, ho vissuto 5 anni a Roma ma poi sono tornato per lavoro. Ma anche per godermi un'isola che aveva ancora tanto da darmi. Quando sei giovane hai voglia di fuggire dalle piccole realtà, ma poi l'esperienza ti permette di osservarle con un occhio differente.
Quello che dici  è vero soprattutto se la piccola realtà si chiama Capri, un luogo dove puoi sederti a pochi tavoli dal tavolo di una star di Hollywood senza rinunciare alla bellezza verace di un'isola del Mediterraneo.
Capri è così, vezzosa e mondana ma... mantiene ancora un cuore brullo.





Il sito di Riccardo  Esposito è:    http://www.mysocialweb.it/web-writer/

lunedì 2 aprile 2012

Easter: non si può parlare d'altro!

Volevo parlarvi di altre cose...ma è Pasqua e quindi si pensa alle decorazioni.
Alle uova soprattutto e alle tempere per decorarle. 

Quando ero piccola con le mie cugine passavamo pomeriggi interi a far uscire da un buchino l'uovo che poi finiva sbattuto per i pan di spagna di zia Elvira.  
Pan di spagna che poi venivano meravigliosamente decorati e utilizzati per le feste di matrimonio.

Ma di questo ne parlerò un'altra volta, perchè le pizze dolci decorate di Priverno, il mio paese, e soprattutto quelle di mia zia Elvira ( maestra di decoro dolce)  meritano davvero un post a parte!

Il compito nostro, quindi, era quello di ... non rompere il guscio per poterlo poi pitturare con vari colori.

Belli, come sempre i ricordi.  Io non ho ho molto tempo per fare le decorazioni pasquali ora. Ma mi piace vederle. Per cui oggi vi posterò alcune idee che mi sono piaciute su come decorare la casa e la tavola in questa settimana.

 Cominciamo dall'entrata ....festosa e primaverile.

Che dire di posizionare vicino la porta di casa una vecchia sedia craquelè e sopra dei secchi decorati a decoupage?


 Oppure un'innaffiatoio arrugginito, un fiocco e qualche fiore ... ed è subito atmosfera!


Entriamo in casa. Cosa mettere su mobili e credenze?

Qui un semplice sottovaso di terracotta e un servizio da thè decorato. Un portafrutta in ferro riempito di verdure fresche:


In un altro angolo un vaso con dei rami secchi su cui sono appuntate le farfalle, grandi e piccole, di cartoncino colorato



 Le leggere felci del giardino o del bosco raccolte durante una passeggiata vengono divise e inserite in normali bottiglie e bottigliette:


E sulla tavola di Pasqua? 

Ecco le alzatine decorate...con nidi di uova colorate, oppure


 con uova e fiori!


Ma se si vuole appoggiare delle semplici uova ecco come decorare i gusci... o le uova intere rassodate.

Non sono una delizia queste avvolte in nastri e merlettini, chiusi da piccoli fiori?


 Non buttate i portauova di cartone. Con le uova incartate con la carta del cioccolato fanno festa!



Oppure sempre nel cartone ecco  i gusci riempiti di muschio e di violette o piccole piante grasse.

Photo from Pinterest


Belle no?


venerdì 30 marzo 2012

Il fiore del mio matrimonio

Quando la vedo fiorita non posso fare a meno di ricordare. Per questo l'ho tanto cercata per metterla nel mio orto.

E' la calla.

La candida calla.



Mi sono sposata in marzo e con mio padre e le mie amiche andammo nelle campagne intorno al mio paese a cercare questo fiore. Ce ne regalarono tantissime. Addobbammo la chiesa che sembrava davvero una nuvola bianca. Vicino all'altare solo qualche strelitzia per dare un pò di colore.

Sono stata un'antesignana di quelli che oggi si chiamano wedding planners...perchè ho fatto parecchie cose da sola. 

Gli inviti li preparai io a mano. Belli davvero. Molto semplici, ma belli.

Con mia madre andammo a cercare l'abito da sposa a Roma. In realtà odiavo l'abito da sposa, e non  mi lasciavo affatto incantare dai negozi specifici. Anzi entravo e....uscivo!

Passo dopo passo arrivammo in Via Condotti, dove allora ancora c'era il negozio di Schubert. Chi se lo ricorda? Era proprio all'inizio della strada, davanti piazza di Spagna.



Mi innammorai di un abito che vidi in vetrina. Uno chemisier lungo in georgette grigio perla. Un vestito da cerimonia....bellissimo. Con un fiore della stessa stoffa molto grande da appuntare al collo.

La sarta del negozio lo riadattò alla mia figura. Cosa impensabile ora.

Mia suocera mi fece preparare una cascatella di orchidee rosa. 
Un bouquet che passò alla storia.

I confetti in tulle bianco e nastro grigio perla, li preparai io e così i bigliettini dentro.

Capito perchè ho messo la calla nel mio orto-giardino?

Per riportare alla memoria momenti...indimenticabili!


photo by me

martedì 27 marzo 2012

Ancora sulle fragole: i vari totem!

La stagione delle fragole incalza e mi piace darvi dei suggerimenti su come coltivarle in pochissimo spazio.

Ormai l'orto è una delle mie passioni e anche quest'anno sto cercando di farlo al meglio. D'altronde avendo ricevuto un premio da un ragguardevole forum, devo tenere alta questa "medaglietta".

Per una coltura alternativa alla "solita" terra...sui vari siti di giardinaggio incalza il totem semplice. Basta un tubo di PVC che andrà poi interrato e a cui verranno effettuati dei buchi, in corrispondenza dei quali si metteranno poi le piantine di fragole.

Il vantaggio è che si avrà una raccolta magnifica in poco spazio e soprattutto le fragole non toccando terra non si rovinano e non si sporcano



Ma ecco un sistema più sofisticato e per una coltura molto ...molto più proficua. Anche qui servono dei tubi ...ma il sistema richiede più competenza. Seguendo però le istruzioni che vi allego sarà davvero un gioco e la raccolta di questo splendido e succoso frutto rosso vi stupirà per quantità e ...soprattutto, per bontà!



lunedì 26 marzo 2012

Coltivare le fragole in poco spazio

Mmmmm....che buone!

E' questa la stagione delle fragole. Nei supermercati  si vendono già belle e ordinate nelle vaschette. Ma  per quelle dell'orto occorre ancora spettare qualche settimana.

Avete mai pensato di coltivarle da soli?

Non ho spazio...diranno molti! Non è vero...Non ci sono scuse. Vi dimostrerò che anche davvero con poco spazio anche voi potrete avere dei cestini di fragole prodotte in casa. E con che gusto diverso!

Partiamo dal primo esempio. Basta una borsa di plastica o di iuta. La riempi di terra e con le forbici incidi dei piccoli tagli su cui appoggerai delle piantine già pronte. Semplice no? Basta poco e la "sporta" piena di prelibatezze è pronta:



Ecco un'altra idea da balcone. Se hai delle cassette colloca le piantine di fragole insieme ai fiori del balcone e poi come dimostra la foto inserisci dei montanti su cui appoggerai delle semplici gronde ...quelle che si mettono sotto il tetto.




Se però un orto ce l'hai ...ma hai poco spazio ecco un'altra soluzione: le fragole a torre!

Potrebbe essere questo il punto focale dell'orto-giardino, no?

photo by Pinterest

Nei vivai ora vendono le piantine già pronte. E' il periodo giusto quindi per avviare la tua coltura personale di fragole.

Qualche consiglio sull'uso

Come trattarle:
dopo aver lavato velocemente le fragole togliete con una semplice torsione la rosetta di foglie.
Conditele solo all'ultimo momento
 altrimenti diventano molli.


Proprietà:
Le fragole sono ricche di vitamina C e poichè contengono potassio sono anche diuretiche.
  Attenzione però....in soggetti predisposti possono essere causa di allergie o scatenare delle forti orticarie.

giovedì 22 marzo 2012

Nata sotto il segno del Cavolo!

Quarta intervista de....l'anima dei blog!

Chi può essere la persona associata al cavolo e al cavoletto? Ma lei, no: Sigrid Verbert, ormai  blogger famosa, food writer e scrittrice di successo. Perché abbia chiamato il suo blog, "nato  in un pomeriggio di noia",  il cavoletto di Bruxelles, lo spiega lei stessa nel suo primo post. “ Emblema del mio paese, insieme alla birra, il cioccolato, ecc., il cavoletto fa parte di quegli ingredienti che i bambini detestano con fervore e che, da grande, uno poi riscopre. E così è successo anche a me….”.
Era il 14 marzo 2005. Esattamente 7 anni fa. E di strada da allora Sigrid ne ha davvero fatta tanta!


@2010 Maurizio Camagna" ( http://camagna.it/ )

Allora Sigrid se ti eri posta degli obiettivi quel giorno di marzo….ritieni di averli raggiunti oggi…oppure guardi ancora lontano?

Nooo, macché, non mi sono mai fissata degli obiettivi da raggiungere, se non quello, l’unico, di divertirmi, di scrivere e di confezionare un blog che  in primis sarebbe dovuto piacere a me.  Questo obiettivo è stato parzialmente raggiunto ( sono un’eterna imperfezionista)! Ma  tutto il resto, davvero, non l’avrei mai e poi mai immaginato quando ho iniziato a scrivere!

Blogger, fotografa e scrittrice. L’apoteosi l’hai avuta qualche settimana fa …quando il tuo blog è entrato a far parte della rete di Grazia.it.  Come è successo? Raccontaci i momenti in cui ti hanno fatto questa proposta. E  perché quando lo hai raccontato ai tuoi lettori ti sei dovuta in qualche modo giustificare circa la presenza della pubblicità! Non pensi che se uno fa un bel lavoro e un lavoro di qualità, è giusto pure che venga ben pagata e ci guadagni?

Beh, il rapporto con i propri lettori è una questione importante. E non si può sottovalutare. Anche perché il “lettorato” è estremamente fluido. Sicuramente le persone che leggono oggi  non sono le stesse persone di quattro anni fa ( anche se c’è un piccolo clan di aficionados…ma non è la maggioranza). E io comunque penso ai miei lettori  come a un’entità unica e stabile. Cosa che non è. Quindi, siccome con i miei lettori ritengo di aver fatto molta strada insieme e ci siamo accompagnati a vicenda per tanti anni, intraprendendo anche diverse avventure e scommesse, mi sembrava giusto spiegare loro cosa stava per accadere al blog e perché. Ma da questa esperienza ho tratto davvero una grande lezione in termini di comunicazione, e cioè che non bisogna mai porgere il fianco alle critiche ingiustificate. Io penso che la pubblicità fa parte del mondo in cui viviamo, e che il lavoro merita compenso… soprattutto dopo sette anni di intenso volontariato e con una figlia piccola a casa… . Ciò detto, come sempre, ho fatto quello che mi sentivo di fare. Ho comunicato la novità… non me la sarei sentita di introdurre una testata e dei banner facendo finta di niente. Anche perché  è stato un cambiamento epocale, e ogni tanto i cambiamenti epocali ci vogliono… Fanno bene a tutti!

E quindi non tutti hanno apprezzato a quanto pare! Raccontaci  di un commento bello ai tuoi post che ti ha lasciato senza fiato.

E' successo proprio nell'occasione che ho raccontato prima. Ci sono stati alcuni commenti  belli in risposta ad altri molto… molto negativi. Li hanno fatti  un paio di lettori, persone che peraltro leggevano da tempo ma che non intervenivano mai. Lo hanno fatto per dimostrare la loro solidarietà e anche per dire un semplice “grazie” per anni di ‘ispirazione in cucina’. Ecco, quando qualcuno dice che grazie al tuo ‘lavoro’ sul blog e grazie anche all’ispirazione che hai dato loro, ha trascorso poi dei bei momenti intorno a una tavola apparecchiata a dovere e con del buon cibo con amici e familiari… Beh! questa è la cosa più bella che ti può succedere. Credo!


Rimaniamo sui commenti. Quello davvero brutto l’ho letto…e non lo hai cancellato. Sei sicura che ognuno debba avere il diritto di dire e giudicare, mancando di rispetto a una persona che fa semplicemente il suo lavoro?

No, non ne sono sicura. Qualcuno di recente ha detto che forse c’è troppa democrazia sul blog e per quanto fosse una cosa triste da constatare, forse aveva ragione.
Comunque, per quello che mi riguarda, il blog non è mai stato il mio lavoro, e non lo potrebbe davvero essere. Non potrei sentirmi ‘costretta’ per contratto a dover scrivere dei post! Per me, il blog deve rimanere un luogo di libertà e di divertimento.
Poi si da il caso che da qualche settimana mi porta anche dei soldi ma questa è una cosa accessoria.  Il mio lavoro rimane un altro. Io credo molto nella libera espressione di ognuno. Anche nei  blog in quanto terreno di incontro e di scambio di opinioni. Purtroppo però di recente ho dovuto constatare che siamo tornati un po’ indietro, come ai tempi dei forum, quando bastava nascondersi sotto un nick per spalare sugli altri tutto il fango che si vuole.
Il web 2.0 ( social network) portava con sè una grande trasformazione. Il fatto che saremmo stati ‘tracciati’ e che ognuno si portava appresso la propria identità, anche in rete…Insomma sembrava una garanzia. Invece eccoci qui a discutere quasi 10 anni dopo di anonimi "troll". Diciamo che mi spiace perché non è né un progresso nè un indizio di civiltà. Ciò detto, poiché la padrona di casa c’est moi…. mi toccherà stare più attenta a far applicare le regole di buona condotta dentro casa mia!

 Torniamo al tuo lavoro e alle tue radici.Ti senti davvero, come qualcuno ti definisce…il Poirot della cucina?

Mmmm... no, proprio no…  Oddio, a me Poirot – ma solo nella versione David Suchet – è sempre stato simpatico, anche se buffo e poco verosimile. Con quell’accento poi! No, non credo di aver molto a che vedere con lui, né credo che lui sia una tipica espressione di “belgitudine”, anche se appartenente a  un periodo lontano. Casomai, oltre all’accento che ripeto nel suo caso mi pare soprattutto folkloristico – anche se il mio italiano non è perfetto…. ma sinceramente non credo sia possibile imparare, in età adulta, una lingua straniera alla perfezione... e questo pur avendo una laurea in filologia romanza. Ciò che casomai mi accomuna al simpatico uomo dai baffi neri, è lo sforzo nell’usare le ‘piccole cellule grigie’, anche in cucina.
Perché anche la cucina è cultura, ragionamento, logica, chimica e soprattutto un eccellente… terriccio per meditazioni di ogni sorte sulla condizione umana!


Cosa conta di più per te in un blog?

L’autenticità. Il fatto che quello che c’è scritto, e quindi cucinato e fotografato, corrisponda esattamente agli umori e ai desideri di una persona reale. Ed è  per questo che non sono riuscita a trovare, fin qui, un blog aziendale che mi piacesse, credo.

Passi molto tempo in cucina a preparare piatti fantastici e appetitosi. Che fine fanno poi questi piatti Sigrid? Insomma chi li mangia?

Ma noi, no! La cucina del blog è quella di casa mia e quelle che “posto” sono le cose che mangiamo noi nella quotidianità. Può capitare però che con le ricette altrui, per esempio quelle fatte per lavoro per i libri d’altri, poi tutto venga cestinato. Noi siamo in due e non possiamo smaltire tutto. E’  un dispiacere ovviamente, ma può capitare. Invece quando ci sono dei miei periodi di fissa, per esempio durante la lavorazione di Regali Golosi in cui veramente ho sfornato tanti e  tanti di quei biscotti... a quel punto vengono impacchettati e regalati in giro!

Il Libro del cavolo è stato un grande successo. Io ho ricevuto il tuo libro in regalo da mia sorella lo scorso Natale e l’ho consigliato ad alcuni amici della Nuova Zelanda…che ne sono stati entusiasti. Il tuo libro “narrato” si legge con gusto e lo definirei, senza volergli assolutamente togliere nulla…un libro da comodino più che da  cucina. Nel senso che prima lo leggi e poi lo metti in pratica. E’ un libro con bellissime foto e le ricette sono semplici e “accattivanti” con un percorso multiplo. Come è nata l’idea e quanto tempo hai impiegato per scriverlo?

Non mi ricordo di preciso com’è nato, ricordo semplicemente che quello era il libro che volevo fare. Penso semplicemente che era in ‘gestazione’ già da tempo... Mi sono sempre piaciuti i libri multi-qualcosa, quelli che svolgono una funzione primaria e che poi  vengono arricchiti con dettagli, info, etc. Quelli, insomma  che comprendono diversi strati di lettura ecc. In questo caso volevo fare ovviamente  un libro di cucina di base, ma essendo io una ragazza molto ‘emozionale’ e siccome questa dimensione è sempre legata a quello che cucino, volevo ci fosse anche un lato più raccontato, uno sfondo fatto di sentimenti e atmosfere.
E’ questo che ho cercato di fare con il libro del cavolo. Probabilmente il mio ‘background’ da ‘letteraria’ non è estranea a questo approccio, anche se chiaramente tutto si può dire tranne che sia un libro letterario. Diciamo che è un libro di cucina che non serve solo a cucinare, ecco… E comunque, devo dire onestamente che, anche dopo aver scritto altri libri diversamente impostati, questo è lo stile nel quale mi trovo meglio, e il libro del cavolo è tutt’ora per me un libro ricco. Posso sfogliarlo ancora oggi e trovarci – persino io?!! – spunti nuovi.

Progetti futuri Sigrid?

Un libro sempre su questa linea e che sarà in libreria questo autunno!




In bocca al lupo Sigrid e.....ad maiora!
Il link del blog è: http://www.cavolettodibruxelles.it/

mercoledì 21 marzo 2012

Hortus urbis!

"L'orto che verrà". Domenica chi abita a Roma e dintorni non si può assolutamente perdere Hortus Urbis,  il primo orto antico romano.  

Si tratta ovviamente di una riedizione degli antichi orti
Di
questi orti, infatti, restano solo documenti storici, ma grazie a un'originale 
iniziativa la Capitale riavra' il suo Horto Urbis in puro stile
"antico Romano". 



A Roma sono ormai oltre 100 gli orti e i giardini condivisi censiti sulla mappa on line "Zappata Romana" (www.zappataromana.net): aree verdi che non sono significative solo per l'ambiente ma anche per la socialità.

Ma qual è la particolarità degli antichi orti romani?

Piante aromatiche usate come 
medicinali o profumi, come basilico, maggiorana e timo, e quelle
utilizzate in cucina tra cui cerfoglio e santoreggia. E poi cavoli e 
lattuga, rucola e cicoria, cardi, crescione e carote, senza
dimenticare asparagi, zucca, cetrioli. Gli orti dell'antica Roma erano
ricchi e rigogliosi, comprendevano verdure giunte fino a noi e altre
piu' curiose, come la vitalba e la ferula, il finocchio di mare e 
l'erba porcellana, il git o comino nero utilizzato in pasticceria. Di
questi orti restano solo documenti storici, ma grazie a questa inizaitva tutto si ricrea!
  
vitalba

ferula

     Per gli appassionati di semi e di scambio di semi, nel pomeriggio si svolgera' il baratto  e la piantumazione di un albero da 
frutto, primo passo del frutteto.