giovedì 22 marzo 2012

Nata sotto il segno del Cavolo!

Quarta intervista de....l'anima dei blog!

Chi può essere la persona associata al cavolo e al cavoletto? Ma lei, no: Sigrid Verbert, ormai  blogger famosa, food writer e scrittrice di successo. Perché abbia chiamato il suo blog, "nato  in un pomeriggio di noia",  il cavoletto di Bruxelles, lo spiega lei stessa nel suo primo post. “ Emblema del mio paese, insieme alla birra, il cioccolato, ecc., il cavoletto fa parte di quegli ingredienti che i bambini detestano con fervore e che, da grande, uno poi riscopre. E così è successo anche a me….”.
Era il 14 marzo 2005. Esattamente 7 anni fa. E di strada da allora Sigrid ne ha davvero fatta tanta!


@2010 Maurizio Camagna" ( http://camagna.it/ )

Allora Sigrid se ti eri posta degli obiettivi quel giorno di marzo….ritieni di averli raggiunti oggi…oppure guardi ancora lontano?

Nooo, macché, non mi sono mai fissata degli obiettivi da raggiungere, se non quello, l’unico, di divertirmi, di scrivere e di confezionare un blog che  in primis sarebbe dovuto piacere a me.  Questo obiettivo è stato parzialmente raggiunto ( sono un’eterna imperfezionista)! Ma  tutto il resto, davvero, non l’avrei mai e poi mai immaginato quando ho iniziato a scrivere!

Blogger, fotografa e scrittrice. L’apoteosi l’hai avuta qualche settimana fa …quando il tuo blog è entrato a far parte della rete di Grazia.it.  Come è successo? Raccontaci i momenti in cui ti hanno fatto questa proposta. E  perché quando lo hai raccontato ai tuoi lettori ti sei dovuta in qualche modo giustificare circa la presenza della pubblicità! Non pensi che se uno fa un bel lavoro e un lavoro di qualità, è giusto pure che venga ben pagata e ci guadagni?

Beh, il rapporto con i propri lettori è una questione importante. E non si può sottovalutare. Anche perché il “lettorato” è estremamente fluido. Sicuramente le persone che leggono oggi  non sono le stesse persone di quattro anni fa ( anche se c’è un piccolo clan di aficionados…ma non è la maggioranza). E io comunque penso ai miei lettori  come a un’entità unica e stabile. Cosa che non è. Quindi, siccome con i miei lettori ritengo di aver fatto molta strada insieme e ci siamo accompagnati a vicenda per tanti anni, intraprendendo anche diverse avventure e scommesse, mi sembrava giusto spiegare loro cosa stava per accadere al blog e perché. Ma da questa esperienza ho tratto davvero una grande lezione in termini di comunicazione, e cioè che non bisogna mai porgere il fianco alle critiche ingiustificate. Io penso che la pubblicità fa parte del mondo in cui viviamo, e che il lavoro merita compenso… soprattutto dopo sette anni di intenso volontariato e con una figlia piccola a casa… . Ciò detto, come sempre, ho fatto quello che mi sentivo di fare. Ho comunicato la novità… non me la sarei sentita di introdurre una testata e dei banner facendo finta di niente. Anche perché  è stato un cambiamento epocale, e ogni tanto i cambiamenti epocali ci vogliono… Fanno bene a tutti!

E quindi non tutti hanno apprezzato a quanto pare! Raccontaci  di un commento bello ai tuoi post che ti ha lasciato senza fiato.

E' successo proprio nell'occasione che ho raccontato prima. Ci sono stati alcuni commenti  belli in risposta ad altri molto… molto negativi. Li hanno fatti  un paio di lettori, persone che peraltro leggevano da tempo ma che non intervenivano mai. Lo hanno fatto per dimostrare la loro solidarietà e anche per dire un semplice “grazie” per anni di ‘ispirazione in cucina’. Ecco, quando qualcuno dice che grazie al tuo ‘lavoro’ sul blog e grazie anche all’ispirazione che hai dato loro, ha trascorso poi dei bei momenti intorno a una tavola apparecchiata a dovere e con del buon cibo con amici e familiari… Beh! questa è la cosa più bella che ti può succedere. Credo!


Rimaniamo sui commenti. Quello davvero brutto l’ho letto…e non lo hai cancellato. Sei sicura che ognuno debba avere il diritto di dire e giudicare, mancando di rispetto a una persona che fa semplicemente il suo lavoro?

No, non ne sono sicura. Qualcuno di recente ha detto che forse c’è troppa democrazia sul blog e per quanto fosse una cosa triste da constatare, forse aveva ragione.
Comunque, per quello che mi riguarda, il blog non è mai stato il mio lavoro, e non lo potrebbe davvero essere. Non potrei sentirmi ‘costretta’ per contratto a dover scrivere dei post! Per me, il blog deve rimanere un luogo di libertà e di divertimento.
Poi si da il caso che da qualche settimana mi porta anche dei soldi ma questa è una cosa accessoria.  Il mio lavoro rimane un altro. Io credo molto nella libera espressione di ognuno. Anche nei  blog in quanto terreno di incontro e di scambio di opinioni. Purtroppo però di recente ho dovuto constatare che siamo tornati un po’ indietro, come ai tempi dei forum, quando bastava nascondersi sotto un nick per spalare sugli altri tutto il fango che si vuole.
Il web 2.0 ( social network) portava con sè una grande trasformazione. Il fatto che saremmo stati ‘tracciati’ e che ognuno si portava appresso la propria identità, anche in rete…Insomma sembrava una garanzia. Invece eccoci qui a discutere quasi 10 anni dopo di anonimi "troll". Diciamo che mi spiace perché non è né un progresso nè un indizio di civiltà. Ciò detto, poiché la padrona di casa c’est moi…. mi toccherà stare più attenta a far applicare le regole di buona condotta dentro casa mia!

 Torniamo al tuo lavoro e alle tue radici.Ti senti davvero, come qualcuno ti definisce…il Poirot della cucina?

Mmmm... no, proprio no…  Oddio, a me Poirot – ma solo nella versione David Suchet – è sempre stato simpatico, anche se buffo e poco verosimile. Con quell’accento poi! No, non credo di aver molto a che vedere con lui, né credo che lui sia una tipica espressione di “belgitudine”, anche se appartenente a  un periodo lontano. Casomai, oltre all’accento che ripeto nel suo caso mi pare soprattutto folkloristico – anche se il mio italiano non è perfetto…. ma sinceramente non credo sia possibile imparare, in età adulta, una lingua straniera alla perfezione... e questo pur avendo una laurea in filologia romanza. Ciò che casomai mi accomuna al simpatico uomo dai baffi neri, è lo sforzo nell’usare le ‘piccole cellule grigie’, anche in cucina.
Perché anche la cucina è cultura, ragionamento, logica, chimica e soprattutto un eccellente… terriccio per meditazioni di ogni sorte sulla condizione umana!


Cosa conta di più per te in un blog?

L’autenticità. Il fatto che quello che c’è scritto, e quindi cucinato e fotografato, corrisponda esattamente agli umori e ai desideri di una persona reale. Ed è  per questo che non sono riuscita a trovare, fin qui, un blog aziendale che mi piacesse, credo.

Passi molto tempo in cucina a preparare piatti fantastici e appetitosi. Che fine fanno poi questi piatti Sigrid? Insomma chi li mangia?

Ma noi, no! La cucina del blog è quella di casa mia e quelle che “posto” sono le cose che mangiamo noi nella quotidianità. Può capitare però che con le ricette altrui, per esempio quelle fatte per lavoro per i libri d’altri, poi tutto venga cestinato. Noi siamo in due e non possiamo smaltire tutto. E’  un dispiacere ovviamente, ma può capitare. Invece quando ci sono dei miei periodi di fissa, per esempio durante la lavorazione di Regali Golosi in cui veramente ho sfornato tanti e  tanti di quei biscotti... a quel punto vengono impacchettati e regalati in giro!

Il Libro del cavolo è stato un grande successo. Io ho ricevuto il tuo libro in regalo da mia sorella lo scorso Natale e l’ho consigliato ad alcuni amici della Nuova Zelanda…che ne sono stati entusiasti. Il tuo libro “narrato” si legge con gusto e lo definirei, senza volergli assolutamente togliere nulla…un libro da comodino più che da  cucina. Nel senso che prima lo leggi e poi lo metti in pratica. E’ un libro con bellissime foto e le ricette sono semplici e “accattivanti” con un percorso multiplo. Come è nata l’idea e quanto tempo hai impiegato per scriverlo?

Non mi ricordo di preciso com’è nato, ricordo semplicemente che quello era il libro che volevo fare. Penso semplicemente che era in ‘gestazione’ già da tempo... Mi sono sempre piaciuti i libri multi-qualcosa, quelli che svolgono una funzione primaria e che poi  vengono arricchiti con dettagli, info, etc. Quelli, insomma  che comprendono diversi strati di lettura ecc. In questo caso volevo fare ovviamente  un libro di cucina di base, ma essendo io una ragazza molto ‘emozionale’ e siccome questa dimensione è sempre legata a quello che cucino, volevo ci fosse anche un lato più raccontato, uno sfondo fatto di sentimenti e atmosfere.
E’ questo che ho cercato di fare con il libro del cavolo. Probabilmente il mio ‘background’ da ‘letteraria’ non è estranea a questo approccio, anche se chiaramente tutto si può dire tranne che sia un libro letterario. Diciamo che è un libro di cucina che non serve solo a cucinare, ecco… E comunque, devo dire onestamente che, anche dopo aver scritto altri libri diversamente impostati, questo è lo stile nel quale mi trovo meglio, e il libro del cavolo è tutt’ora per me un libro ricco. Posso sfogliarlo ancora oggi e trovarci – persino io?!! – spunti nuovi.

Progetti futuri Sigrid?

Un libro sempre su questa linea e che sarà in libreria questo autunno!




In bocca al lupo Sigrid e.....ad maiora!
Il link del blog è: http://www.cavolettodibruxelles.it/

13 commenti:

  1. Non la conoscevo...mea culpa...complimenti all'autenticità, concetto che condivido al 100% per un Blog! Brave!!! Ciao, Barbara

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  2. bella questa intervista, e anche spiritosa!
    complimenti a entrambe Valeria

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    1. Grazie Valeria....sono contenta che ti sia piaciuta! Ciao

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  3. Non conoscevo questo blog... tanto di cappello per una donna che è riuscita a fare della sua passione un lavoro!!!Terrò conto dei suoi consigli...e ...grazie a te di averci mostrato un'altra persona con...i requisiti giusti!!! ciao Lieta

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  4. Citerei con un pizzico di orgoglio la piccola e coraggiosa casa editrice cibele che ha prodotto il primo vero libro di Sigrid :-) http://www.cibele.it/

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    1. Ciao Davide....diciamo che ho scelto di mettere questa foto del libro proprio per rendere onore anche a Cibele e a te...grande fotografo! Ciao

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    2. Hihhi, e sì c'ha ragione Davide! :-) (anche se veramente la foto di copertina l'aveva fatta mio papa ;-). Ancora grazie per l'attenzione e la piacevole chiacchierata! :-)

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  5. Sigrid ....grazie a te! L'ho letto sul libro che questa foto, davvero molto bella, non era di Davide., ma di tuo padre ( che fa anche le patatine fritte!!!!!!)Ma dicevo che ho scelto la foto del libro per farlo conoscere a chi ancora non ha avuto modo di conoscerlo! Ciao

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  6. mi piaaaaaaace questo post.. mi piace tanto scartabellare nel blog di Sigrid in cerca d'ispirazione culinaria..pensare che c'é stato un "primo giorno" anche per lei é incoraggiante!! avanti cosí!!!
    Vivi (http://vivismultilingualkitchen.wordpress.com/)

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  7. Mi piaaaaace questo post, mi piace da tantissimo scartabellare il blog di Sigrid in cerca di ispirazioni culinarie e fotografiche, mi piace pensare che anche per lei c'é stato un "primo giorno".... e che le foto fatte dai papà possono finire nelle librerie d'Italia!
    un abbraccissimo culinario da un'ammiratrice nonché foodblogger in erba
    Vivi ( http://vivismultilingualkitchen.wordpress.com/ )

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  8. Grazie...e a me piace raccontare storie perchè sono esempi di vita! Ciao e auguri per il tuo blog!

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